VALUTAZIONE DELL’ESPERIENZA

Alla domanda aperta su che significato assuma per gli intervistati il significante “volontario”, gli intervistati si sono espressi cosi:

  • 64,35% del campione ha risposto associando alla parola “volontario” il concetto di “altruismo”;
  • il 20% del campione invece riferisce di attribuire all’azione volontaria un significato relativo all’impegno sociale concreto per il miglioramento della collettività;
  • il 15,65% rinviene nell’azione volontaria un significato ascrivibile nella sfera della gratificazione personale.

Indipendentemente dal significato attribuito alla parola “volontario”, in merito all’importanza dell’agire volontario nella propria vita, gli interpellati hanno espresso le seguenti posizioni:

  • poco importante per il 3, 63%;
  • abbastanza importante per il 31,82%;
  • molto importante per il 40%;
  • importantissimo per il 24,44%.

Nonostante sia emersa più volte la difficoltà a conciliare l’impegno volontario con i tempi della vita quotidiana (famiglia, lavoro, istruzione, benessere personale), il 98% del campione ha espresso la volontà di continuare a fare volontariato in futuro, contro il 2% che ha invece dichiarato di interrompere il cammino intrapreso.

Una così forte affermazione trova una probabile spiegazione nelle molteplici ricadute positive (84,4%) che l’impegno e l’agire volontario hanno avuto sulle persone intervistate: in primo luogo la crescita e l’arricchimento personale, incremento delle occasioni di relazione interpersonale e miglioramento di quelle già stabilite; per il 14,6% del campione la ricaduta positiva è invece coincisa con il raggiungimento di uno degli obiettivi della mission dell’organizzazione di volontariato di appartenenza.

Sembra che sia preponderante tra la percezione di ricadute positive il ritorno che l’azione volontaria ha in termini di benessere personale di chi la esercita piuttosto che il feedback dei destinatari diretti e/o indiretti del proprio agire.
Soltanto una minoranza del campione indagato ha riportato anche qualche eventuale conseguenza negativa dell’essere volontario facendo emergere nuovamente la variabile tempo, in qualche caso sottratto alla famiglia, alla socialità, in qualche altro caso investito, assieme a risorse economiche, senza un tangibile raggiungimento degli obiettivi prefissatisi.

Infine, il 59, 48% del campione ha dichiarato di non aver incontrato difficoltà nel fare volontariato contro il 40, 52% che invece ha espresso di averne avute.