LE MOTIVAZIONI ALL’IMPEGNO VOLONTARIO

L’analisi globale delle motivazioni all’impegno e all’agire volontario, siano esse interne o esterne, ha registrato i seguenti risultati: per il 69% del campione le motivazioni all’agire volontario sono interne, per il 19% sono interne ed esterne e per il 12% esclusivamente esterne.

Sulle motivazioni agiscono una varietà di fattori. Risulta evidente dalle risposte che l’ inclinazione a fare volontariato venga sviluppata attraverso l’osservazione di altre persone, ossia, nel nostro caso, il 53% del campione indagato dichiara di aver seguito un esempio diretto o indiretto e che per l’84 %, si è trattato di un familiare e/o conoscente.

La presenza di volontari nella rete parentale e/o amicale, inoltre, influenza le motivazioni anche sul versante dei valori: l’88% degli intervistati ha dichiarato di aver ritrovato nell’azione volontaria i valori morali e regole sociali apprese nei contesti di appartenenza.

Infine, la motivazione all’agire volontario ha ulteriori componenti relative alla praticità della vita: il 70% degli intervistati ritiene, infatti, che la propria esperienza di volontariato abbia migliorato il proprio curriculum vitae con una positiva ricaduta sulla sfera professionale contro il 30% che non ritiene che l’azione volontaria di cui è protagonista favorisce la propria vita professionale lavorativa; il 77% del campione dichiara, inoltre, di fare volontariato per sentirsi meno solo e coltivare nuove amicizie.

L’analisi delle motivazioni ha infine evidenziato che fare volontariato migliora la percezione che i volontari hanno di se stessi: l’85% degli interpellati si sente “migliore”, aumentandone l’autostima, ovvero “l’io sono” e offrendo loro opportunità di sperimentare le proprie competenze “facendo” ovvero: il fare che alimenta l’”Essere” (“io posso” ossia “l’io sono competente” = self efficacy). Dunque, emerge che le esperienze di volontariato dirette di gestione efficace hanno la funzione di indicatori di capacità per i volontari; ciò influisce positivamente sulla spinta motivazionale al proprio impegno volontario alimentandola nel tempo. A nostro avviso tale evidenza mostra anche il percorso che favorisce l’atteggiamento di auto-referenzialità che spesso caratterizza i volontari.

Anche la percezione della società è influenzata dal fare volontariato, nella maggior parte dei casi, “in meglio” (67%), per esempio facendo riscoprire un’inaspettata semplicità di relazione con l’altro o la presenza di una rete sociale solidale e attiva.