CARTA D’IDENTITÀ DEL VOLONTARIO: DATI ANAGRAFICI E CARATTERISTICHE PERSONALI

Dall’analisi dell’item A-Dati anagrafici e caratteristiche personali dei 118 questionari raccolti è emerso che il 58,47% del campione d’indagine risulti essere costituito da volontari di sesso femminile contro il 41,53% di sesso maschile.

L’ età media per le volontarie è di 41 anni (con una mediana di 36 anni; la volontaria più anziana ha 67 anni, quella più giovane 21), per gli uomini 43 anni (la mediana è di 39 anni; i più giovani risultano essere diciannovenni ed il più anziano settantaseienne).

Il 63% dei volontari intervistati appartiene ad un nucleo familiare costituito da un minimo di 3 ad un massimo di 5 componenti, con la presenza quindi di almeno un figlio; il 31% ha dichiarato invece di avere una famiglia mononucleare (1 o al max 2 persone) ed infine solo il 6% ha risposto di avere una famiglia “numerosa”, costituita cioè da più di cinque elementi.
Per quanto riguarda la formazione scolastica i volontari hanno quasi tutti un diploma di scuola media superiore (92%) ed il 42% possiede anche una laurea; solo l’8% possiede unicamente il diploma di scuola media inferiore.
Considerando poi la partecipazione al mercato del lavoro si è osservato che i volontari sono in larga misura lavoratori (46%): di questi il 17% svolge la libera professione ed il 31% è lavoratore dipendente. Solo una piccola fetta risulta pensionata 15% o studente (6%); un altro 31% del campione risulta essere inoccupato.

Rispetto alle competenze digitali ed informatiche il 63,4% dei volontari interpellati ha dichiarato di esserne in possesso, contro il 36,6% che ha dichiarato di non averne.

Quasi la totalità ha dichiarato di avere un indirizzo di posta elettronica, tradotto in dati il risultato è il seguente: il 95% ha dichiarato di possedere ed utilizzare un indirizzo e-mail per comunicare contro il 5% che ha riferito di non averne.

In un’epoca in cui la diffusione dei social media ha radicalmente modificato il modello comunicativo, trasformando le persone da “mere” fruitrici di contenuti, ad editori esse stesse, il 67% dei volontari interpellati ha riferito di non possedere un profilo social, contro il 33%.