© Claudia Profeta – Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”

Il 70% delle ODV che ha partecipato all’indagine risulta costituita da familiari di persone con disabilità; questo dato che trova riscontro nell’item D29.3, relativo alla composizione dei soci dell’ODV, evidenzia che il volontariato di settore, segnatamente alla disabilità, ha una funzione importante nell’area della socializzazione della persona portatrice del bisogno e della sua famiglia.

L’esigenza di socializzare è spesso esercitata attraverso l’utilizzo di internet e dei social: il 100% delle associazioni possiede un indirizzo email ed il 71% ha anche un sito internet.

Tre ODV hanno dichiarato di aderire a organizzazioni nazionali di settore; due di queste hanno carattere provinciale; per il resto delle organizzazione intervistate si è rilevata una buona collaborazione con altri ETS, in particolare ODV impegnate in settori diversi dalla disabilità.
Relativamente agli obiettivi d’azione1 (area B) è emerso quanto segue:

  • il 33% delle ODV svolge anche attività di carattere socio-sanitario;
  • 89% delle ODV ha dichiarato di svolgere attività di assistenza2, valorizzazione e tutela della persona (assistenza legale, psicologica e valorizzazione delle capacità residue).

Le percentuali sopra riportate sono state confermate dalle risposte rilevate per il campo d’indagine relativa all’area D, “Attività svolte”.
Contrariamente alla visione predominante nell’opinione pubblica, la necessità più impellente non è costituita dall’assistenza materiale, infatti il 100% degli intervistati ha risposto di impegnarsi in attività ricreative e di sensibilizzazione della comunità rispetto ai temi del benessere delle persone con disabilità; ancora il 100% delle ODV ha dichiarato di avere come destinatari dei propri servizi sia la persona con disabilità, sia il nucleo familiare di appartenenza, come si trattasse di grandezze inscindibili e quasi a rimarcare che i bisogni e le esigenze della famiglia coincidano con quelli del familiare disabile.
Ciò costituisce una sostanziale differenza rispetto ai servizi erogati dagli Ambiti Territoriali: l’analisi dei Piani Sociali di Zona ha fatto emergere servizi, quasi esclusivamente, rivolti alla persona con disabilità in quanto tale e di una marginalità rispetto ai temi del sostegno ai caregiver.
Un dato interessante è risultato anche quello rilevato rispetto all’organizzazione di reti di famiglie per attività di auto-mutuo aiuto, sostenuto anche dal fatto che più del 70% delle ODV intervistate è costituito dai familiari di persone con disabilità.

Il target per la maggior parte delle ODV ha un’età compresa tra i 18 e i 64 anni, pertanto giovani ed adulti. Si riporta di seguito qualche differenziazione:

  • il 36 % ha dichiarato di dare supporto anche a minori con disabilità;
  • il 14% ha dichiarato di occuparsi anche di ultra-sessantacinquenni con disabilità;
  • il 100% ha dichiarato genericamente “adulti”.

Relativamente all’attività di tutela della tipologia di disabilità, la più comune è risultata quella intellettiva (37%), seguita dalla disabilità motoria (26%); la sfera neurobiologica ha registrato un 21%; quella sensoriale il 16%.

Rispetto alla collaborazione con enti pubblici per la realizzazione di progetti comuni e/o eventuali accordi di programma, di lunga o breve durata, si è registrato che le ODV non sono coinvolte nella realizzazione di servizi erogati dal settore pubblico.
Inoltre dall’analisi dei Piani Sociali di Zona è emerso un massiccio ricorso alla esternalizzazione dei servizi tramite appalto o procedure di evidenza pubblica. Il ricorso al terzo settore è molto ampio, sebbene sia nulla la gestione dei servizi affidata alle organizzazioni di volontariato.
Tale stato emerge anche dalla guida ai servizi elaborata nel presente lavoro.